L'avventura di un gruppo di giovani alpinisti inesperti sul Monte Shasta (4.317 m) in California per poco non finisce in tragedia: l'intelligenza artificiale di Google sbaglia tempi, materiali e difficoltà dell'ascesa

Negli ultimi anni le cronache si sono riempite di episodi di escursionisti che si sono avventurati in alta montagna, privi dell'abbigliamento adatto, spesso del tutto impreparati e a volte costretti a ricorrere al soccorso alpino nel momento in cui la situazione si fa critica. A questo trend, si aggiungono ora l'intelligenza artificiale e i potenziali disastri che accadono se si seguono le indicazioni dei chatbot senza le adeguate verifiche.È successo nel nord della California, vicino al confine con l'Oregon, dove tre ragazzi, per nulla esperti di montagna ma molto entusiasti, hanno chiesto a Gemini - il chatbot di Google - quale fosse il sentiero più adatto per raggiungere la cima del Monte Shasta, oltre i 4300 metri di altezza nelle Montagne Rocciose. E anche quale fosse l’attrezzatura adeguata, quali i rifornimenti necessari e quanto tempo era necessario per l'ascesa.Sarebbe dovute essere un’avventura da ricordare per molto tempo. Purtroppo si è messa di mezzo quella che il Rapporto Microsoft e Carnegie Mellon University ha definito «atrofizzazione della muscolatura cognitiva»: un'eccessiva fiducia nell'AI che porta al disimpegno mentale e all'appiattimento della creatività e spesso anche del buonsenso.