di
Marco Calabresi
Shelton aveva perso 17 volte su 17 contro i primi tre del mondo. La vittoria contro Alcaraz e la sfida con Tiafoe
Alle 3.33 del mattino, quando l'Arthur Ashe Stadium avrebbe dovuto essere ormai vuoto, Ben Shelton era ancora lì. In piedi, con la racchetta stretta nella mano sinistra e quasi 24.000 persone a spingerlo. Dall'altra parte della rete c'era Carlos Alcaraz, campione in carica, numero 2 del mondo e incredibilmente capace di stoppare il tempo e ripresentarsi tirato a lucido senza aver giocato a tennis per quattro mesi.
I dettagli che tante volte avevano reso vittorioso Alcaraz contro tanti avversari stavolta sono stati dalla parte di Ben, che comunque vada da lunedì avrà la sua miglior classifica di sempre. Numero 4, subito sotto il podio. Una vittoria costruita sulla potenza, ma soprattutto sulla capacità di resistere: Shelton ha servito fino a 240 chilometri orari, e non è una novità, ha chiuso con 54 servizi non restituiti (e non è una novità neanche questa) ma, nel quinto set, ha trovato la freddezza necessaria per vincere il match tie-break.










