HomeVareseCronacaNiente giochi, niente sedie. Il nuovo asilo è in ritardoGallarate, avvio dell’anno per 120 bambini nella vecchia sede già svuotata. Una settimana di attesa e il sindaco Cassani rivendica l’importanza del progetto. .Gallarate, avvio dell’anno per 120 bambini nella vecchia sede già svuotata. Una settimana di attesa e il sindaco Cassani rivendica l’importanza del progetto. .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUna scuola nuova che debutta senza essere ancora davvero pronta. È il paradosso con cui Cascinetta ha inaugurato il nuovo anno scolastico. I 120 bambini della scuola dell’infanzia hanno iniziato le lezioni nella vecchia sede di via Pradisera, mentre il nuovo polo di via Curtatone resta ancora alle prese con arredi, sistemazioni esterne e ultimi interventi. Una settimana di transizione, nelle intenzioni dell’amministrazione. Un’altra fotografia dei ritardi, agli occhi delle famiglie. Il primo giorno, almeno, ci hanno pensato le maestre a salvare la situazione. Dove mancavano gli arredi è arrivata la fantasia: è nato il Mago Arredo, personaggio immaginario che ha trasformato l’assenza di mobili in una storia da raccontare ai bambini.

Alcune sedie per le insegnanti non ci sono, diversi banchi sono stati recuperati dalla mensa e i materiali trovano posto dove possibile, persino sui davanzali. Tutto viene gestito con professionalità e buona volontà dal personale scolastico, ma la domanda delle famiglie è inevitabile: quanto sarà pronta la nuova scuola quando arriverà il momento di entrarci? Il problema, infatti, non riguarda soltanto il trasloco. Anche il giardino è ancora un capitolo da scrivere. Quello della vecchia sede verrà lasciato alle spalle, mentre nell’area esterna del nuovo polo il prato dovrà essere seminato in autunno. L’amministrazione, però, non sembra intenzionata a concedere terreno alle critiche. Il sindaco Andrea Cassani assicura che il giorno dell’ingresso dei bambini la scuola sarà sicura e che i lavori ancora in corso saranno separati e compartimentati rispetto agli spazi destinati agli alunni. La rassicurazione è categorica: nessuno, sostiene il primo cittadino, manderebbe i bambini in una struttura non idonea. Ma sicurezza e piena operatività sono due concetti diversi, e proprio su questo si concentra il malumore delle famiglie. Nessuno mette in discussione la qualità del progetto. Il punto è un altro: una scuola può essere sicura e contemporaneamente non essere ancora completata in ogni sua parte.