Il mercato della Juve è iniziato con i nomi di Douglas Luiz e Teun Koopmeiners tra quelli in cima alla lista dei giocatori in vendita. Arrivati due anni fa, storie diverse, stessa sentenza: bocciati. Però è il mercato a volte che comanda, nessuna reale offerta è arrivata sul tavolo di Giovanni Carnevali e Ricky Massara, che d’altronde non avrebbero potuto mandare via proprio tutti. Di inizio ritiro l’idea condivisa di Luciano Spalletti legata al rilancio di Douglas Luiz, unico giocatore sempre schierato titolare tra amichevoli e campionato. Inevitabile quella di provare a rigenerare anche Koopmeiners in assenza di un club capace di convincere sia lui che la Juve, pur lasciandolo sulla carta in coda alle nuove gerarchie del centrocampo bianconero. Che ora sono state già completamente stravolte. Perché dopo Khéphren Thuram, anche capitan Manuel Locatelli è stato costretto a dare appuntamento al nuovo anno per il ritorno in campo: più grave del previsto la situazione legata al suo ginocchio destro, già operato ieri a Lione per la sutura del menisco esterno del ginocchio destro dal prof. Bertrand Sonnery-Cottet in presenza del medico sociale bianconero Marco Freschi. Da oggi inizia la riabilitazione, una rincorsa che nella migliore delle ipotesi terminerà a fine gennaio: «Sono distrutto», ha scritto via social. Se ai lunghi stop si aggiungono quelli ordinari, viene fuori chiaramente come Spalletti non possa fare altro che puntare tutto sulla strana coppia Douglas Luiz-Koopmeiners almeno in vista della partita con il Sassuolo di domenica prossima: sono costati più di 100 milioni in due e sono rapidamente diventati i simboli di una rivoluzione fallita come quella targata Thiago Motta, ora possono clamorosamente rilanciarsi e riscrivere un finale che li vedeva ormai marcati come due autentici flop di mercato. Spalletti voleva un centrocampista in più Nel frattempo il tecnico bianconero - che avrebbe accolto in extremis uno come Hojbjerg mentre il club ci ha provato per i baby Bakola e Cissé - dovrebbe recuperare almeno a mezzo servizio sia McKennie che l’ultimo arrivato Sarr, oltre a quel Cambiaso che può tornare utile da mezzala. Senza dimenticare il serbatoio a portata di mano, quello della Next Gen: in estate Owusu ha lasciato un’ottima impressione in Spalletti, da qui in poi trascorrerà molto più tempo in prima squadra. E il mercato? Sui social è ben presto decollato il toto-nomi tra gli svincolati, tirando in ballo profili come Brozovic, Bennacer o Bissouma. Solo suggestioni, perché la Juve ha registrato una lista in Serie A senza nemmeno un giocatore cresciuto in Italia tra i 17 iscritti liberi. Quindi per rimpiazzare Locatelli sarebbe servito uno svincolato italiano o cresciuto calcisticamente nei nostri vivai (un esempio? Mazzitelli, ancora alla ricerca di una squadra dopo aver risolto il contratto con il Como in chiusura di mercato), oppure individuare un under 22 all’altezza sempre tra i parametri zero. Valutazioni durate il tempo di un caffé, la Juve va avanti così. Anche se gira proprio male: pure Boga si ferma, lesione di medio grado al bicipite femorale della coscia sinistra per lui, tornerà verso novembre. La soluzione? Anche questa in casa: senza lui, senza Yildiz, dovrà prendersi subito tutto Alajbegovic.