Firenze, 9 settembre 2026 – “Nome e cognome prego”. “Ajeje Brazorf”. I fan di Aldo, Giovanni e Giacomo riconosceranno la gag inserita in ’Tre uomini e una gamba’: un uomo senza biglietto si fa beffa del controllore del bus dandogli un nome inventato. Una scena iconica che ha fatto scuola e c’è chi la porta nella vita reale. “È successo davvero - ammette ridendo Franco Middei, ad di Autolinee Toscane -. Abbiamo avuto un Roberto Baggio, Guglielmo Marconi, Adolf Hitler. Alcuni erano veri, seppur poco credibili. E poi Ajeje Brazorf, un classico. Che è poi il nome che abbiamo dato a questo progetto”. Scelta ironica, non c’è che dire. Si riferisce all’arruolamento volontario dei dipendenti amministrativi nei panni dei controllori. Anche l’ad e ieri era il suo turno. “Preferisco la mattina presto, così poi vado in ufficio”. Eccoci in piedi alle 6.30. Il sole non è ancora alto. In bocca il sapore amaro di un caffé bevuto troppo presto. La città è più sveglia del previsto, ma le strade non sono ancora ingolfate. Appuntamento in via Alamanni, di fronte all’ufficio di At. Insieme a Middei c’è Fabrizio Messeri, responsabile verifica, e i due controllori Gabriele Capanni e Lidia Baldini.
“Su Firenze abbiamo 50 verificatori interni, ma nei prossimi mesi arriveremo a 75, per un’attività più massiva in apertura delle scuole, fino a dicembre”. Le squadre sono da 3 o 4, “più per una questione organizzativa che di sicurezza, che comunque è un problema, ma non vorrei enfatizzarlo”. Nemmeno il tempo di finire la frase che un passante ciondolante lancia una bottiglia di vetro ’a tutto foco’ sui binari della tramvia: “Benvenuti alla stazione”. Il nostro giro parte da qui.








