È iniziato in Messico il processo a carico di tre uomini accusati del triplice omicidio dei fratelli Callum e Jake Robinson e del loro amico Carter Rhoad. Tutte e tre poco più che trentenni, le tre vittime erano state ritrovate ad aprile 2024 senza vita sul fondo di un pozzo a Ensenada, città a sud di Tijuana, con ferite d’arma da fuoco alla testa. Erano in viaggio nel nord del Messico per una vacanza all’insegna del surf, loro grande passione.

L’accusa ha chiesto condanne a oltre 200 anni di carcere – oltre a un’ulteriore pena di 168 anni per il presunto capo gruppo. Gli imputati – Jesús “El Kekas” Gerardo, Irineo Francisco e Ángel Jesús – sono legati al cartello messicano e sono accusati di omicidio, rapina violenta e furto di veicolo. Nel corso del processo – che non si preannuncia semplice, visto che alcuni testimoni sono stati intimiditi da persone legate agli imputati – sono previste decine di deposizioni. L’accusa sostiene la tesi di una rapina finita male, mentre la difesa replica evidenziando una mancanza di prove a supporto di questa ricostruzione. Ad ora la prima e unica persona condannata per gli omicidi è l’ex fidanzata di uno degli accusati, Ari Gisell, con una pena di 20 anni di carcere per il suo ruolo negli omicidi.