Un quarantenne russo residente in Romania è stato fermato con l’accusa di tentati atti di diversione. Secondo l’intelligence di Bucarest fotografava basi, centri di comunicazione, mezzi militari e infrastrutture critiche. Il SRI parla di un’operazione coordinata dalla Federazione Russa e richiama uno schema già incontrato nelle indagini degli ultimi due anni

Poche ore fa, le autorità rumene hanno fermato un cittadino russo di quarant’anni, residente nel Paese, accusato di tentati atti di diversione.

A darne notizia sono stati il Serviciul Român de Informații, il servizio di intelligence interno della Romania, e la Direzione per le indagini sulla criminalità organizzata e il terrorismo (Diicot). Il Sri sostiene di avere impedito “un’azione di sabotaggio sul territorio nazionale” nell’ambito di un’operazione condotta insieme alla Diicot, alle strutture del ministero dell’Interno e della Difesa e a servizi di intelligence stranieri. Secondo Bucarest, l’operazione sarebbe stata coordinata dalla Federazione Russa.

L’uomo era sotto osservazione dal febbraio scorso. L’indagine, spiegano le autorità rumene, avrebbe ricostruito una prolungata attività di ricognizione fotografica e video su obiettivi considerati sensibili: centri di comunicazione, basi militari nazionali impiegate anche dagli alleati Nato, sedi appartenenti al sistema della difesa e della sicurezza nazionale e infrastrutture critiche.