I dubbi c’erano da tempo: che una delle più potenti intelligence del mondo si sia fatta trovare completamente impreparata di fronte all’attacco terroristico del 7 ottobre era inverosimile.

Oggi Haaretz rivela, sulla base di un’inchiesta giornalistica, che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, avrebbe avvertito personalmente Netanyahu, circa dieci giorni prima dell’attacco, dei piani di Hamas per una “grande operazione” contro Israele, con il rischio di spargimenti di sangue e di destabilizzazione della regione. Anche l’allora capo dell’intelligence egiziana avrebbe lanciato un avvertimento analogo pochi giorni prima del 7 ottobre.

Secondo la ricostruzione, Netanyahu non avrebbe informato i vertici della sicurezza israeliana né convocato il governo. Lo stesso ex premier israeliano Naftali Bennett ha dichiarato di ritenere vera questa ricostruzione, parlando di una responsabilità personale e diretta di Netanyahu. Netanyahu ha respinto le accuse, definendole “una menzogna assoluta”.

Se tutto questo fosse confermato, ci troveremmo di fronte a un fatto epocale dal punto di vista storico: la conferma che il genocidio e l’occupazione di Gaza erano stati studiati a tavolino, lasciando deliberatamente che si accendesse la miccia dell’attentato. Qualcosa che sembrerebbe incredibile, ma che purtroppo potrebbe rivelarsi realtà.