Malaparte e il cinema: domani alle 21 al Museo della deportazione verrà presentato il film Il viaggio di Gruber del regista romeno Radu Gabrea, su iniziativa di Aned, Associazione Malaparte pratese nel mondo e Scuola di cinema Anna Magnani. Uscito nel 2008, è liberamente tratto da Kaputt, il capolavoro che Malaparte pubblicò nel 1944 mentre stava aspettando l’entrata a Napoli degli alleati nel suo buen retiro di Capri.
Il libro nasce come resoconto della sua attività di corrispondente di guerra e capitano dell’esercito regio d’Italia nel periodo 1941/1943 e il film è tratto dal capitolo Cricket in Polonia, in cui Curzio racconta che nel giugno 1941, viaggiando verso il fronte russo, si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo: il dottor Josef Gruber, allergologo di fama, raccomandatogli per superare una grave allergia che lo affligge e rischia di compromettere la sua partenza per il fronte.
Quell’estate a Iaşi, all’epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati in città, mentre altre migliaia di persone vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi, fatti viaggiare a passo d’uomo e per lo più lasciati sui binari sotto il caldo torrido, finché la maggior parte dei deportati non soccombe. Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della sera, raccontò per primo al mondo quei tragici eventi, ma l’orrore fu silenziato.







