HomeMassa CarraraCronacaIl futuro... raccontato. Volti, mani e paesaggi: "Un tour che svela le nostre meraviglie"Pontremoli, show al teatro della Rosa con le opere di 15 storytellers. Il progetto ’Capture the future’ tra cortometraggi, foto e storie.Il gruppo degli storytellers giunti in Lunigiana da vari Paesi del mondoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciQuindici giovani storyteller, venuti da continenti lontani, hanno attraversato l’Appennino Tosco Emiliano proprio come si... valica una storia: passo dopo passo, lasciandosi sorprendere. Sono arrivati qui per il progetto intitolato ’Capture the future’, ma in realtà è il territorio ad aver catturato loro con le sue faggete profonde, i silenzi dei rifugi, le voci delle comunità che ogni giorno custodiscono un equilibrio antico tra natura e vita. Sabato scorso, al Teatro della Rosa, quel viaggio ha trovato la sua forma finale: immagini, suoni, racconti che hanno restituito all’Appennino uno sguardo nuovo, giovane e soprattutto internazionale. Un modo diverso di vedersi, forse anche di riconoscersi.
La settimana di ’Capture the future – Global youth storytelling initiative for people & nature’ si è chiusa sabato ma ciò che resta è molto più di un evento: la consapevolezza di un modo nuovo di vedere il territorio. I ragazzi sono arrivati con zaini pieni di obiettivi, microfoni, taccuini e curiosità. Hanno attraversato rifugi, laghi, aziende agricole, borghi che custodiscono storie antiche. Hanno ascoltato voci, raccolto testimonianze, osservato gesti quotidiani che raccontano il rapporto profondo tra le comunità locali e la natura che le circonda. In pochi giorni, l’Appennino è diventato per loro un paesaggio da abitare, non solo da fotografare. Accanto ai ragazzi c’erano quattro guide internazionali, che hanno indicato il percorso: professionisti della fotografia, della videografia e dello storytelling visivo che hanno trasformato ogni tappa in un’occasione di apprendimento e confronto. Le giornate si sono alternate tra masterclass, camminate, sessioni di ripresa e momenti di editing condiviso, mentre il territorio si apriva davanti e intorno a loro come un libro da leggere a voce alta. La conclusione del progetto, ospitata alle Stanze del Teatro della Rosa, è stata infine un piccolo rito collettivo.







