La polemica è servita. Anzi il caso giuridico, con uno sfondo forzatamente politico. Nel giorno della prima udienza del processo che vede imputata per corruzione a Palermo l’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, molti notano - e non solo i cronisti - la mancata costituzione della Regione Siciliana come parte civile. E così per tutta la giornata di ieri sono rimbalzate note e precisazioni, da Palazzo d’Orleans al Palazzo di Giustizia di Palermo. La Regione, in mattinata, ha informato la stampa dell’assenza di una notifica come parte offesa del procedimento della fissazione dell’udienza. Ma che, nonostante questo, oggi l’argomento sarebbe stato affrontato in giunta. Ma secondo fonti Ansa, il gip Walter Turturici aveva invece fatto pervenire, tramite la guardia di finanza, l’avviso dell’udienza preliminare già il 2 dicembre 2025. Mentre, come prevede la legge, non vi è obbligo di notificare il decreto che dispone il giudizio. Spetta all’interessato informarsi. E, sempre secondo la normativa vigente, l’ultimo termine utile per costituirsi è l’udienza preliminare. Quindi il tempo è scaduto. Nel pomeriggio però è arrivata un’ultima precisazione, firmata anche stavolta dall’Ansa. La Regione Siciliana chiederà al collegio del Tribunale di Palermo la rimessione in termini ai fini della costituzione di parte civile. In ogni caso, precisano fonti di Palazzo d’Orléans, qualora l’Assessora fosse condannata, la Regione conserverebbe la possibilità di agire in sede civile per l’eventuale risarcimento dei danni.
L'assessora Amata sotto processo, la costituzione di parte civile della Regione diventa caso giuridico (e politico)
l'esponente FdI del Governo regionale cita Schifani e Galvagno come testi a difesa. Il gup: un vischioso reticolo di rapporti ispirati al favoritismo e alla logica di scambio mercantilistico







