Quattro persone paraplegiche con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa – che non riuscivano volontariamente ad attivare i muscoli delle gambe – sono riuscite a camminare grazie a movimenti volontari del tronco che hanno modulato la stimolazione elettrica del midollo spinale.

I quattro, tre uomini e una donna con meno di 35 anni, tutti italiani, si sono avvalsi di uno stimolatore midollare già disponibile in commercio, senza ricorrere a impianti cerebrali, sensori esterni e algoritmi di decodifica.È quanto emerge da uno studio pubblicato su Med - Cell Press, condotto nell’ambito del laboratorio Mine (Modular Implantable Neuroprostheses), nato dalla collaborazione tra Università Vita-Salute San Raffaele e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e attivo nell’ospedale San Raffaele di Milano.

Il gruppo di ricerca è stato guidato da Pietro Mortini, direttore dell’unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma Knife dell’Irccs milanese e titolare della cattedra di Neurochirurgia all’Università Vita-Salute, e da Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Sant’Anna.La strategia, spiegano gli scienziati, sfrutta un gesto semplice: una lieve estensione volontaria del tronco di circa 9 gradi.