Fino a qualche anno fa, una notizia del genere avrebbe potuto sembrare fantascienza. O, per essere più precisi, fantamedicina: una persona con una lesione midollare toracica cronica, senza alcuna capacità di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe, che torna a reggersi in piedi e a camminare. Non perché il midollo spinale abbia recuperato spontaneamente la sua funzione, ma perché un movimento quasi impercettibile del tronco può diventare il comando che permette alle gambe di compiere un passo. È il risultato ottenuto su quattro pazienti – tre uomini e una donna – grazie a una nuova modalità di controllo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale, una tecnica sperimentale considerata tra le più promettenti per favorire il recupero di alcune funzioni motorie dopo una lesione midollare.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Med – Cell Press, è stato realizzato dal laboratorio Mine, il Laboratorio congiunto sulle Neurotecnologie impiantabili modulari nato dalla collaborazione tra Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e attivo all’Irccs Ospedale San Raffaele. La novità è racchiusa in un gesto semplice: una lieve estensione volontaria del tronco. In media, appena nove gradi. Non è il cervello a comandare direttamente il movimento delle gambe attraverso un’interfaccia sofisticata, né servono sensori esterni aggiuntivi. È il corpo stesso a diventare parte del sistema di controllo.










