I principali aeroporti indonesiani, tra cui quello della capitale Giacarta, sono stati chiusi in seguito all’eruzione del vulcano Anak Krakatoa avvenuta nella notte tra sabato e domenica. In meno di due giorni ci sono stati rinvii e cancellazioni di voli che hanno coinvolto più di 270mila passeggeri. Non sono state segnalate vittime e non è stato emesso alcun ordine di evacuazione, ma le autorità hanno avvertito i residenti di mantenersi ad almeno 3 chilometri di distanza dal cratere attivo, l’insediamento più vicino dista oltre 16 chilometri.

Tra coloro rimasti a terra c’è anche una famiglia italiana: Adriano Santorelli, chirurgo plastico, era arrivato in Indonesia con la moglie Assunta e le figlie Nadia e Antonia di 7 e 9 anni per un convegno medico. Il suo rientro a Napoli era previsto proprio per domenica, ma le ceneri dell’eruzione hanno bloccato il ritorno. “Non sappiamo quando si potrà tornare a volare” racconta il medico all’agenzia Adnkronos. Oltre al danno anche la beffa: “Non si può stare all’esterno per via della pericolosità delle ceneri dell’eruzione, specie per i bambini. Ci siamo comunque dotati di mascherine, e quindi siamo tornati un po’ all’epoca Covid, con la differenza che non siamo a casa nostra ma in una stanza d’albergo” prosegue Santorelli. Aggiunge poi che c’è anche un altro medico italiano che doveva far ritorno a Milano e che invece si trova nella sua stessa situazione: bloccato e senza notizie sulla possibile evoluzione della situazione.