Chi si ammala ha diritto alla copertura previdenziale anche per la giornata precedente all'accertamento. La novità parifica le visite in studio a quelle a domicilio, evitando che il lavoratore perdi un giorno di paga

Piccola rivoluzione sul fronte del lavoro e della salute: da oggi chi si ammala e non riesce a farsi visitare subito dal proprio medico di famiglia non rischia più di perdere un giorno di copertura. L’Inps, d’intesa con il Ministero del lavoro, ha infatti aggiornato le regole che guidano il certificato di malattia. La novità principale riguarda la possibilità di coprire anche la giornata precedente alla visita, non solo quando il dottore deve andare a casa del paziente, ma anche nei casi in cui l’accertamento avvenga direttamente nello studio medico.

Certificato di malattia: si cambia

Fino a ieri, il sistema prevedeva un doppio binario. Chi richiedeva una visita a domicilio poteva vedersi riconosciuta la malattia anche per il giorno precedente alla compilazione del certificato, a patto che il medico indicasse la data di effettivo inizio dei sintomi. Per chi invece si recava di persona nello studio del proprio dottore, la copertura scattava rigorosamente a partire dal momento esatto del colloquio o dell’esame clinico. Con il nuovo indirizzo, questo vincolo cade. Se un lavoratore si sente male il lunedì ma riesce a farsi visitare solo il martedì mattina in studio, l’assenza del lunedì potrà essere comunque coperta, a patto che il medico specifichi la data iniziale dello stato di salute compromesso.