Con la fine dell’estate e i primi freddi alle porte, la macchina della prevenzione sanitaria ha scaldato i motori ed è pronta a ripartire. Il ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le Province autonome, ha tracciato la rotta per la stagione autunno-inverno 2026-2027. Le prime somministrazioni del vaccino antinfluenzale prenderanno il via all’inizio di ottobre, esattamente nella quarantesima settimana dell’anno, con l’obiettivo di proteggere la popolazione prima del picco epidemico solitamente atteso tra dicembre e gennaio.
In Europa l’influenza non è un semplice disturbo stagionale, visto che ogni anno colpisce dal 10% al 30% della popolazione, provocando dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici e causato un impatto notevole su ricoveri e mortalità. I dati della passata stagione mostrano come l’incidenza delle infezioni respiratorie acute abbia toccato il suo massimo prima di Natale, registrando circa 17,6 casi per mille assistiti a metà dicembre. Avviare la copertura a inizio autunno garantisce al sistema immunitario il tempo necessario per sviluppare gli anticorpi giusti prima della fase più acuta della trasmissione.
Fra le novità di quest’anno emergono due precise direttrici strategiche. Da un lato, l’accento si sposta in modo marcato sui bambini nella fascia tra i 6 mesi e i 6 anni. Gli asili nido e le scuole dell’infanzia rappresentano infatti il principale serbatoio di diffusione precoce del virus, quindi immunizzare tempestivamente i più piccoli bloccando la catena dei contagi serve a proteggere l’intera comunità. Dall’altro lato, la soglia di età per la raccomandazione dei vaccini potenziati, capaci di offrire una protezione maggiore contro le forme severe della malattia, scende a 60 anni rispetto alla precedente soglia dei 65.







