Il centro storico negli anni è diventato un’immensa sala pranzo all’aperto. E ora è in discussione un progetto per lo stop alla proliferazione incontrollata di bar e ristoranti nei quattro quartieri storici e un piano di rilancio per le botteghe artigiane tradizionali. È questa la linea d'indirizzo tracciata dalla nuova mozione e firmata dai consiglieri comunali Matteo Massa, Progressisti, e Massimiliano Piccoi, Riformatori, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione consiliare "Sviluppo economico", presentata al consiglio comunale di Cagliari. I nomi dei firmatari riflettono la volontà di maggioranza e opposizione di portare avanti il progetto, già approvato dalla commissione e in attesa del voto di palazzo Bacaredda, che ha come obiettivo dichiarato quello di restituire ai quartieri storici di Cagliari un'offerta commerciale diversificata per salvaguardare l'identità del territorio ed evitare l’estinzione del commercio qualificato dagli antichi rioni.

Come? Il piano è quello di cogliere le opportunità offerte dalle nuove norme sulla concorrenza per arginare la deregolamentazione selvaggia. Al centro della mozione c'è l'applicazione della “Legge per il mercato e la concorrenza”. Se da un lato la normativa dello Stato sancisce la libertà generale d'impresa senza vincoli, dall'altro concede ai Comuni una facoltà importante: la possibilità di imporre limiti e tutele nei centri storici per ragioni di decoro urbano, sicurezza, tutela dell'ambiente e dei beni culturali.