Oltre 586 mila euro di valore sociale restituito nel 2025

Roma, 7 set. – A febbraio 2026, il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno siglato uno storico Protocollo d’Intesa che riconosce ufficialmente l’arte come strumento terapeutico, aprendo la strada alla “prescrizione sociale e culturale” in Italia: un modello che riconosce la partecipazione ad attività artistiche e culturali come parte integrante del benessere e della cura della persona. Un’esigenza già documentata dalla recente indagine del Cultural Welfare Center (CCW), che ha censito 918 organizzazioni attive in questo campo a livello nazionale: il 97% delle persone completa i programmi artistico-culturali prescritti e il 75% dichiara un netto miglioramento del proprio benessere psicofisico.

La sfida, ora, è portare questo modello nei luoghi della marginalità, dove la cultura rischia di sembrare un lusso di fronte all’urgenza dei beni di prima necessità, e il Bilancio Sociale 2025 di Antoniano racconta che è possibile. Mentre l’Italia istituzionalizza il welfare culturale con un accordo interministeriale, Antoniano lo pratica da anni trasformando le proprie strutture assistenziali in un “welfare abilitante” e comunitario, dove la cultura non è un accessorio riservato a pochi, ma una determinante fondamentale della salute e della dignità della persona.