HomeFirenzeCronacaLuci nel buio per Lorena. Fiaccole, lacrime, applausi. L’abbraccio alla madre: "Non succeda mai più"In centinaia si sono ritrovati in via Panciatichi davanti a casa della 45enne. Teli rossi dalle finestre, candele al cielo e voglia di lottare insieme. "Dobbiamo dire basta". La mamma: "Grazie, sento il vostro affetto".In centinaia si sono ritrovati in via Panciatichi davanti a casa della 45enne. Teli rossi dalle finestre, candele al cielo e voglia di lottare insieme. "Dobbiamo dire basta". La mamma: "Grazie, sento il vostro affetto".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIRENZEPrima una candela. Poi un’altra. Un fiore tenuto stretto nelle mani, con delicatezza, quasi a non volerlo rompere. E piano piano, via Panciatichi si riempie di piccole luci. Centinaia di luci. È così che Firenze ha provato a stare accanto alla famiglia di Lorena Isceri, davanti alla casa in cui viveva e da cui è stata portata via. Le persone arrivano in silenzio, con un fiore, una candela, qualche parola. Stanno lì, davanti a un portone che fino a pochi giorni prima apparteneva alla sua normalità. Lorena aveva 45 anni. Poi qualcuno ha deciso che quella vita non doveva continuare.
L’abbraccio della città è arrivato ieri sera, l’iniziativa promossa dalla sindaca Sara Funaro insieme alle prime cittadine di Bergamo, Elena Carnevali e di Perugia, Vittoria Ferdinandi ha provato a riportare una fiammella di luce. Accendendo fiaccole nel buio della disperazione e dello sgomento. Dal palazzo dove la donna è uscita per l’ultima volta prima di andare incontro alla morte, i suoi vicini di casa hanno calato dei teli rossi: il colore simbolo della lotta alla violenza contro le donne. Un rosso fuoco come la rabbia che in strada si respira. "Quello che è successo – commenta Funaro – è una ferita per tutta la comunità e tutto il Paese, per questo abbiamo deciso di essere qui nel luogo dove lei aveva deciso di vivere. Il rischio che esiste è quello di una normalizzazione della violenza, invece dobbiamo essere in grado di opporci e e far sentire la nostra voce. Siamo a disposizione dei genitori di Lorena".













