Ieri in un assolato pomeriggio quasi agostano è andata in scena la festa monzese di fine estate: questo di fatto è per la città il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Il prato che circonda il monumento dei caduti in piazza Trento e Trieste è diventato il nuovo pratone dell’Autodromo. Anche a causa dei costi proibitivi, centinaia di tifosi, già dalle prime ore del pomeriggio hanno gremito il prato del monumento.
A seguire, i ritardatari hanno affollato la piazza davanti al Comune nei ’posti in piedi’. Il pubblico era molto più folto dello scorso anno, sin da prima che cominciasse la gara, fra i supporter della Ferrari e quelli di Kimi Antonelli, la giovane ’promessa mantenuta’ di Mercedes. Ecco perché la tensione è rimasta alta per tutto il tempo, fra speranze, delusioni, fiato sospeso e poi la gioia finale.
La ’debacle’ di Charles Leclerc è stata accompagnata da un boato di delusione e incredulità: "Ecco, è finita", sbotta Luca, diciottenne in maglia rossa; "No, non ci credo", gli fa eco Giulia, li accanto. A quel punto non resta che puntare su Hamilton, come fa osservare Alessandro, monzese. Invece, per Aurelio e Florian, francesi che lavorano a Milano, il monegasco Leclerc su Ferrari era un buon compromesso tra Italia che li ospita e la Francia, dove batte il cuore. "Adesso non resta che tifare Pierre Gasly", commenta Florian.
















