Il programma prima di tutto, o meglio «punti precisi con un contratto alla tedesca», sul modello degli accordi di coalizione utilizzati a Berlino dai partiti che decidono di governare insieme. A pungolare gli alleati con l'idea di un 'patto' è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dal palco di Cernobbio. Non soltanto per «mandare a casa Urso e Salvini», spiega, ma anche per «dare all'Europa l'idea di un'Italia protagonista, che non si limita a galleggiare».

La proposta di sottoscrivere una sorta di contratto a cui tutti poi devono attenersi non scalda però il cuore dei diretti interessati. Fredda la reazione di AvS, così come poco entusiaste sono le parole di Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Non mi pare una novità», taglia corto Angelo Bonelli, mentre la segretaria dem si concentra sulle prossime scadenze: «Settembre è il mese in cui si entra nel vivo nella costruzione del programma dell'alternativa, insieme a tutta l'alleanza progressista, discuteremo insieme agli alleati il come». Su una cosa però la leader del Pd è netta: «Non facciamo questa discussione chiusi nelle nostre stanze, ma tra la gente, incontrando il mondo produttivo, il mondo sindacale, la vitalità del terzo settore, gli esperti, gli scienziati, quelli che non hanno avuto ascolto in questi anni da parte del governo Meloni». È insieme a loro che, per la segretaria del Pd, si deve "affinare un programma che sia chiaro". Un lavoro che «non parte da zero», ma «dalle tante proposte unitarie che abbiamo fatto già in questi anni in Parlamento e nel Paese».