Una comunità in lutto, colpita dal dolore di una perdita improvvisa, ingiusta. In centinaia domenica mattina hanno partecipato ai funerali per la morte di Paola Ciaramella, manager impegnata nel campo del turismo, stroncata pochi giorni fa da un male improvviso. Basilica del Carmine gremita, un abbraccio corale per una donna cresciuta all’ombra dell’antico Campanile, all’insegna dei valori della solidarietà cristiana e dell’impegno corale in favore del prossimo. Moglie, madre di due figli, legatissima alla propria famiglia e agli amici di una vita, Paola era tra i volontari più attivi ed operosi della basilica. Visibilmente emozionato padre Alfredo, che ha parlato di «un vuoto impossibile da colmare, se non nel ristoro nella fede cristiana, nella convinzione di una vita eterna».

In un silenzio surreale, il parroco ha aggiunto: «La breve esistenza terrena di Paola, interrotta troppo presto, rappresenta una scuola per tutti: ci insegna a non disperderci nelle invidie e nei litigi, ma di credere nello stesso progetto di vita costruito quotidianamente da Paola». Dunque: il lavoro, il canto, l’assistenza dei più deboli, la formazione culturale dal basso, la vita in famiglia, sempre con il sorriso e con fare propositivo. È questo il ritratto della manager dal volto umano, secondo la testimonianza del padre commissario Alfredo.Affranti dal dolore ma forti di una fede incrollabile, la madre Antonietta, ma anche il marito Giuseppe Dessì, i figli Cristiana e Andrea, le sorelle Rosa e Margherita, il fratello Gabriele. Per non parlare dei tanti amici e colleghi di una vita, a cui la figlia Cristiana si è rivolta in una lettera carica di emozione: «Mamma, di fronte a tante persone che ti vogliono bene, sono orgogliosa di essere tua figlia». l.d.g.