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Il presidente in carica della Fifa, Gianni Infantino, si ricandiderà alle elezioni di marzo 2027, come ha confermato l'organo di governo del calcio mondiale. Infantino, che ricopre questo ruolo dal 2016, è stato sottoposto a pressioni in seguito al fallimento dei suoi piani di vendita di quote delle competizioni Fifa, tra cui i mondiali, a società di investimento private. "Il presidente della Fifa ha annunciato ad aprile che si ricandiderà alle elezioni del 2027. Naturalmente, nulla è cambiato. Il signor Infantino si ricandiderà", ha spiegato il portavoce di Infantino, che dopo le recenti polemiche non intende fare un passo indietro. Il piano di Infantino ha scatenato un'ondata di indignazione a livello globale, con la Uefa che ha minacciato di boicottare tutte le competizioni Fifa, compresi i Mondiali. Non sono ancora usciti altri candidati, nonostante molte voci portino al presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Le candidature devono essere presentate entro il 18 novembre.

Nei giorni scorsi la Fifa ha accusato la Uefa di una "campagna diffamatoria contro di essa e la sua dirigenza" in merito al piano, poi abbandonato, del presidente Infantino di cedere quote della Coppa del Mondo a investitori privati. La scorsa settimana l'organo di governo del calcio europeo ha depositato documenti legali negli Stati Uniti chiedendo alla Fifa di divulgare prove e documenti nell'ambito di una potenziale azione penale in Svizzera. In una drammatica escalation della controversia, la Uefa ha accusato Infantino di "gestione criminale" e di aver promosso "un prezzo fraudolento fuori mercato a proprio vantaggio" in relazione al progetto Fifa Forward Enterprise, ora accantonato. La Fifa ha ora risposto con documenti depositati presso un tribunale statunitense chiedendo che un tribunale "si opponga" alla richiesta entro la fine del mese. La Fifa sostiene che l'argomentazione della Uefa "presenta un difetto fondamentale" e "carenze legali": "La Uefa chiede l'acquisizione di prove a supporto di un procedimento penale estero inesistente e che la Uefa stessa ammette di non avere l'autorità di avviare".