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Secondo un’indagine del Guardian, anche quest’estate in molti paesi europei c’è stato un aumento della mortalità a causa delle ondate di calore: sono morte 35mila persone in più di quante ne sarebbero morte normalmente, di cui 25mila solo in Francia, Spagna e Germania. In Italia invece i dati aggiornati alla fine di luglio dicono che le cose sono andate meglio rispetto al resto d’Europa: l’eccesso di mortalità si è concentrato in poche città e in periodi brevi, mentre a livello nazionale l’andamento delle morti è stato in linea con le previsioni.
Che le ondate di calore facciano aumentare la mortalità è noto da anni: la correlazione è documentata da molti studi, anche recenti. I decessi diretti per esposizione acuta al caldo sono solitamente pochi, mentre il vero problema riguarda il peggioramento rapido di molte malattie croniche, con conseguenze soprattutto per le persone più fragili. In questo caso si parla di mortalità associata alle ondate di calore.
Capire quante persone muoiano durante una singola ondata di calore mentre sta accadendo però non è così semplice. In Italia il punto di riferimento è il sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG), che copre 54 città – quelle sopra i 100mila abitanti e i capoluoghi – per circa un terzo della popolazione italiana.






