Ci sono storie che non si lasciano archiviare. Restano lì, in una piega della memoria, finché un giorno decidono di riaffiorare tutte insieme, come se il tempo non fosse passato. È successo così agli ex studenti dei corsi B e C del Liceo Classico Eschilo di Gela 1971-76: cinquant’anni dopo il diploma, hanno sentito che quel filo invisibile che li aveva tenuti uniti da ragazzi non si era mai spezzato. E allora hanno scelto di seguirlo, di tornare nei luoghi che li hanno formati, di trasformare un anniversario in un gesto collettivo di identità. Non una semplice rimpatriata, ma un progetto culturale che ha preso corpo in due incontri pubblici e in una nuova pubblicazione, presentata alla pinacoteca comunale alla presenza del sindaco Terenziano Di Stefano e dell’assessore alla cultura Peppe Di Cristina, dell’attuale dirigente scolastico Maurizio Tedesco e della presidente dell’Associazione ex Allievi Maria Grazia Falconeri.

Il contesto non era casuale: anche il Liceo Eschilo festeggiava i suoi cinquant’anni nella sede di via Eritrea, inaugurata nel 1975 dopo il trasferimento dalla sede storica del Convitto Pignatelli e il corposo restyling concluso nel 2025 .Un passaggio epocale che quegli stessi studenti contribuirono a rendere possibile caricando libri, sedie, armadi, perché la scuola potesse riaprire subito dopo le vacanze natalizie. Quel gesto, mezzo avventura e mezzo rito di passaggio, è rimasto nella memoria di tutti. Da questa doppia ricorrenza è nato il libro Riflessioni e Ricordi, che non è un semplice album di ricordi ma una ricostruzione viva di un’epoca. La prima parte è dedicata alla Gela dei primi anni Settanta: una città che cambia, che cresce, che si confronta con tensioni politiche, trasformazioni industriali, nuove forme di comunicazione.