Settimane decisive per il futuro di Rocca SalimbeniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon passa giorno senza che sul Monte dei Paschi emerga una contraddizione, sui fronti politici a sinistra come a destra, con l’eccezione di Fratelli d’Italia dove le parole della premier Giorgia Meloni ("no allo smembramento di Banca Mps") hanno avuto inevitabilmente l’effetto di una sentenza. Mentre l’ad Lovaglio lavora per raggiungere l’obiettivo e ha in mente l’assemblea dei soci del 29 ottobre, dalla politica e persino dalla compagine governativa si viaggia in ordine sparso.
Detto delle contraddizioni di Pd e Forza Italia, ieri sono da registrare quelle in casa Lega. Se Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, aveva affermato di fronte alle ipotesi in campo di "non essere tifoso, né dell’uno né dell’altro. Mi auguro da italiano la nascita di un terzo polo bancario e Mps può essere il player di questo terzo polo", ieri il sottosegretario (leghista, per l’appunto) Federico Freni ha virato su altri versanti.
L’Opas di Intesa Sanpaolo in tandem con Unipol, ha detto, è "un’operazione strutturata, importante e intelligente" mentre la contromossa del Monte "è difensiva, meno strutturata, vedremo il mercato" ma, in ogni caso, "solo una ha la possibilità di andare in porto". E ancora: "Mi sembra che almeno una delle due operazioni sia strutturata per risolvere in anticipo i temi antitrust sulle concentrazioni, perché il fatto che Unipol possa partecipare alla seconda fase dell’operazione insieme, per il tramite di Bper creando un altro soggetto, risolve in via preventiva un tema di concentrazione che andrebbe risolto, perché ovviamente Intesa non potrebbe avere tutti gli sportelli".








