Bologna, 5 settembre 2026 – Tra le quaranta finaliste di Miss Italia 2026, quattro arrivano dall’Emilia Romagna. La finale sarà trasmessa in diretta su San Marino RTV (canale 550 del digitale terrestre e via satellite) e su RaiPlay il prossimo 21 settembre, in prima serata. Le prove, il coaching, le emozioni, i momenti di difficoltà e il percorso personale delle concorrenti saranno il cuore di “Miss Italia - La docu-serie. La sfida oltre la bellezza”, il nuovo format televisivo che accompagnerà il percorso delle finaliste.

La finale sarà ospitata nel Castello di Santa Severa, a Santa Marinella, nel Lazio. L’ultima puntata ricostruirà i momenti più significativi dell’Academy e mostrerà anche il backstage dei giorni precedenti. Al termine di questo racconto ci sarà la proclamazione di Miss Italia 2026. Scopriamo quali sono i nomi e le storie delle quattro protagoniste emiliano-romagnole.

Azzurra Mistroni Azzurra Mistroni - da Instagram (foto di Valerio Costantini)

È stata eletta Miss Emilia-Romagna. Ha 18 anni, è di Comacchio (precisamente di Porto Garibaldi), frequenta il quinto anno all’Istituto tecnico commerciale “Giuseppe Ginanni” di Ravenna – indirizzo sportivo - e lavora come commessa. Ha studiato danza, ottenendo una borsa di studio assegnata da Alessandra Celentano, e ha sfilato alla Milano Fashion Week. Sogna di diventare cardiochirurga, continuando a coltivare la moda. Dopo un trascorso di diversi anni di danza a livello agonistico coi colori della Bottega degli Artisti di Sara Parmiani, “purtroppo tre anni fa a causa del Covid o del vaccino, credo non lo saprò mai – ha spiegato la giovane – mi hanno diagnosticato una malattia cardiaca e neuropatica che non mi permetteva più di praticare nessuno sport. Penso che la mia partecipazione a Miss Italia sia quasi una rivincita personale contro questa malattia. Una condizione che mi costringeva a frequenti e dolorosi ricoveri in ospedale e proprio per questo dopo il diploma il mio sogno è laurearmi in Medicina, per aiutare gli altri a soffrire di meno e portare loro la stessa umanità e sensibilità che ho ricevuto e ricevo nel mio percorso di malattia”.