Angelini-bis, sì ma con riserva. L’incontro dei vertici locali, provinciali e regionali assieme alla sindaca, per fare il punto sulla possibile o probabile ricandidatura, non poteva passare inosservato alla base del partito. Soprattutto non sono passate inosservate alcune partite chiave sulle quali nel Pd abbondano i malumori. Due su tutte: l’ex delfinario e il project financing legato al rinnovo delle concessioni balneari. La sindaca non pare intenzionata a fare concessioni, mentre nel partito crescono le voci che chiedono un dietrofront immediato. "Sarebbe sbagliato rimettere in discussione una ricandidatura arrivati a questo punto – premette l’ex sindaco Daniele Imola oggi nella direzione del Pd (foto a sinistra) –. Ma quelle due partite non possono andare bene. La direzione si è espressa con una quasi unanimità contro il progetto dell’ex delfinario e sul project i dubbi sono moltissimi. Abbiamo visto come in altre parti d’Italia chi ha percorso questa strada ha finito con lo sbatterci la testa. Rimaniamo al merito delle cose. Se si fa parte di una maggioranza è giusto essere ascoltati. E su questa partita sono tutti contrari tranne 2030. Ne deve prendere atto la sindaca". Riassumendo, passi l’Angelini-bis, "ma con le scelte giuste". Linea molto simile per Guglielmo Serafini (foto a destra), espressione della corrente più a sinistra nel partito, fin dai tempi dell’ultimo congresso. "Ritengo che l’ipotesi e il percorso per una ricandidatura debba passare per un confronto. È necessario vederci e discutere come partito, ma questo non è ancora avvenuto, il partito è un organismo strutturato con una direzione e un’assemblea degli iscritti dove le decisioni vanno condivise".