HomeRavennaCronaca"Rifiuti abbandonati, non ne possiamo più"L’estate volge al termine e come sempre i lidi devono fare i conti con quello che ha lasciato la stagione...Da sinistra Bruno e Alex Tagliavini, Tonino Montanari e Massimo ZanottiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’estate volge al termine e come sempre i lidi devono fare i conti con quello che ha lasciato la stagione e con i mesi invernali in arrivo. Tra i problemi che da anni accomunano molte località c’è quello dei rifiuti, attribuito spesso all’incuranza di turisti e cittadini, e che puntualmente scatena discussioni tra abitanti e commercianti. Lido di Savio non fa eccezione. Tra chi accusa di incompetenza per non svolgere adeguatamente il lavoro e tra chi punta il dito verso la negligenza di cittadini e turisti, c’è chi prova a mediare e richiamare il senso civico di tutte le parti in causa.
"Alcuni abitanti di viale Romagna si lamentano che mancano gli spazzini e altri sostengono che loro possano solo svuotare i cestini dell’immondizia – spiega Bruno Tagliavini, vicepresidente della Pro Loco di Lido di Savio –. In una località turistica è necessario spazzare i marciapiedi tutte le mattine, altrimenti alla mattina non lasci una bella immagine ai visitatori. Quando ci sono stati i temporali sono venuti con la spazzatrice ma dopo una settimana, quando serviva dare una pulita il giorno dopo". Problematiche che, anche secondo Tonino Montanari, presidente dell’associazione, potrebbero essere risolti anche grazie al contributo dei cittadini: "I privati devono fare qualcosa – sostengono in coro i due amministratori dell’associazione – perché a causare il problema sono anche i cittadini. Purtroppo non è raro vedere persone che buttano la bottiglia o la sigaretta per terra, anche se il bidone è a pochi passi". Anche su Facebook il tema dei rifiuti e degrado si ritaglia sempre uno spazio importante. Di recente, la segnalazione di Andrea Marchi ha riacceso il dibattito sulla situazione all’interno della foce del fiume Savio, tra Lido di Classe e Lido di Savio, definita dallo stesso Marchi "una discarica a cielo aperto". "È pieno di pedalò e mosconi distrutti, una situazione costante da quando c’è stata l’alluvione". Una problematica che altri utenti scaricano sull’inciviltà dei cittadini, colpevoli di contribuire all’inquinamento ambientale .








