HomeCronacaCorona ricattato. Va con la polizia all’incontro. E fa bloccare l’aggressoreEstorsione da 500 euro e minacce al figlio: l’ex re dei paparazzi avverte gli agenti. Lunotto del suv spaccato con una catena da un 20enne, il complice scappa.Fabrizio Corona, 52 anni, ex agente fotografico e imprenditoreRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Nicola Palma

Il faccia a faccia nel cuore della notte. Il ragazzo sbuca dal buio all’improvviso e distrugge il lunotto posteriore del suv a colpi di catena. Non sa, però, che il proprietario ha già allertato la Questura prima di accettare l’incontro e che ci sono quattro poliziotti a osservare la scena, pronti a intervenire in caso di necessità. Così l’aggressore viene subito bloccato. La sequenza è andata in scena la notte scorsa in via Noè, in zona Città Studi a Milano, e ha visto nella parte della vittima l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona. A spaccargli il vetro del Range Rover è stato, stando agli accertamenti ancora in corso della polizia, il ventenne A.B., figlio di un noto giornalista televisivo, denunciato con le accuse di tentata estorsione e danneggiamento aggravato.

La storia inizia nella tarda serata di giovedì, quando sul cellulare di Corona – che nelle ore precedenti ha ricevuto una multa da 4.950 euro dal Garante della privacy per l’illecita diffusione dei file audio estratti da una conversazione privata dell’attore Raoul Bova – arrivano chiamate e messaggi di due giovani che descriverà come "ex amici del figlio": gli intimano di pagare 500 euro, altrimenti faranno del male a lui e al primogenito. Attorno all’una, il cinquantaduenne si presenta all’ufficio denunce di via Fatebenefratelli e racconta quello che è successo, mostrando agli agenti le chat con le minacce e spiegando che i due ricattatori lo stanno aspettando in via Noè. Corona risale sul Range Rover e si dirige verso il luogo dell’appuntamento, con due equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale della Questura a fargli da “scorta” a distanza per monitorare la situazione: l’idea è verosimilmente quella di una consegna controllata del denaro, per cogliere in flagranza gli estorsori. Giunto a destinazione, il conducente parcheggia l’auto e scende.