di Lisa Di Giuseppe*
«Heile Welt», mondo integro. È quello che propone ai suoi seguaci Ulrich Siegmund, il candidato AfD alla guida della Sassonia-Anhalt, la regione nel Nordest tedesco intorno a Magdeburgo che nelle ultime settimane è finita al centro del dibattito politico. Un posto dove, dalla pandemia, l’economia si è quasi fermata. Che invecchia più velocemente di ogni altra zona del paese e che poggia una grossa fetta del proprio tessuto economico e sociale sul sostegno delle persone con background migratorio, soprattutto per quanto riguarda i settori del commercio e del welfare.
Persone che potrebbero scegliere di lasciare il Land se alle elezioni di domenica prossima vincesse AfD e che hanno già dato un assaggio di come potrebbe essere organizzato uno sciopero dei negozianti con origini migratorie che ha lasciato mezza Magdeburgo chiusa.
Un «mondo integro», come direbbe Siegmund, ma vuoto. Ad AfD non importa: preferisce vivere in un modellino di paese, una casa delle bambole formato Land, piuttosto di accettare una multiculturalità che ha rinviato finora il declino economico definitivo. La sicurezza che millanta il candidato è peraltro un mito smentito dalle statistiche, ma la narrazione di Siegmund – che in realtà è nato un mese dopo la caduta del muro di Berlino, quindi ben dopo la data in cui si è titolati a un sentimento di Ostalgie verso i bei tempi andati della Ddr – ha toccato un nervo sensibile della popolazione.










