Prima la colonna scura comparsa sul mare, perfettamente visibile dalla costa. Poi la corsa improvvisa verso la spiaggia e, nel giro di pochi secondi, ombrelloni, lettini e sedie sollevati dalla violenza del vento, mentre bagnanti e turisti cercavano riparo. La tromba marina che nella mattinata di venerdì 4 settembre ha raggiunto la spiaggia di Scilla, lungo la Costa Viola, ha trasformato una normale giornata di fine estate in una fuga collettiva dall’arenile. Le immagini registrate con i telefoni cellulari mostrano il vortice avanzare dal mare fino alla battigia e investire le attrezzature presenti sulla spiaggia. La paura è stata tanta, ma fortunatamente non risultano persone ferite. Il bilancio avrebbe potuto essere ben diverso, considerando la pericolosità degli oggetti trascinati e proiettati in aria dalle raffiche.

Che cos’è una tromba marina

La tromba marina è un vortice d’aria in rotazione che si sviluppa sopra una superficie d’acqua, generalmente sotto una nube temporalesca. La colonna diventa visibile per la condensazione del vapore e per l’acqua nebulizzata e risucchiata dalla superficie del mare. Non tutte le trombe marine raggiungono la stessa intensità e non tutte riescono a toccare la costa. Alcune restano confinate al largo e si dissolvono rapidamente. Altre, come accaduto a Scilla, si spostano verso la terraferma conservando una forza sufficiente a sollevare oggetti, danneggiare strutture leggere e mettere in pericolo le persone. Stabilire con certezza la causa specifica del fenomeno di Scilla richiederebbe l’analisi dei radar, dei venti e dei dati atmosferici registrati in quelle ore. Il video, da solo, non consente una diagnosi meteorologica definitiva. Esistono però condizioni capaci di favorire la formazione di questi vortici.