Pubblicato il: 04/09/2026 – 18:17
di Fabio Benincasa
CERISANO «Il Sud è ancora una periferia, ma può contribuire alla cresce europea se facciamo politiche giuste, che servono ad accelerare la crescita europea, a migliorare la situazione dei cittadini». Ne è convinto Luca Bianchi direttore generale della Svimez, intervistato dal Corriere della Calabria a Cerisano, a margine dell’iniziativa “L’Europa può crescere senza le periferie? Il caso del Mezzogiorno d’Italia”, organizzata dal Movimento 5 stelle e dal gruppo parlamentare europeo The Left.
La questione giovanile
«Il Pnrr ha finalmente riattivato un ciclo di investimenti nel Mezzogiorno, le amministrazioni locali sono riuscite, nonostante la retorica contro i governi del Sud, a spendere la gran parte delle risorse, anche con tempi di realizzazione delle opere simili a quelle del resto del Paese», dice Bianchi. Ma resta un nodo irrisolto. «Il problema vero è che questo ciclo di investimenti si sta fermando e soprattutto questa crescita non ha creato ancora quel benessere che chiedavamo, perché siamo di fronte a paradossi inquietanti, da un lato cresce l’occupazione, ma non si riducono le migrazioni, soprattutto quelle dei giovani laureati, questo perché si guadagna troppo poco al Sud». Crescono le occupazioni ma i salari restano bassi, «e quindi aumenta l’occupazione ma aumenta anche la povertà lavorativa». Cosa serve? «Una politica di coesione diversa dal passato, serve dare continuità a questo ciclo di investimenti e serve mettere al centro della politica la questione giovanile, perché l’immigrazione è devastante in questo territorio: riduce le prospettive dei giovani e se vanno via abbiamo meno natalità e ci avviluppiamo in una dinamica demografica preoccupante».







