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Quando giovedì Claudia Di Pasquale è arrivata in redazione da nuova conduttrice di Report, i colleghi l’hanno accolta con applausi e abbracci. È l’opposto di quello che era successo a Giulia Presutti, nominata pochi giorni prima, che aveva rinunciato all’incarico dopo molti attacchi e critiche ricevute dalla stessa redazione.

Sigfrido Ranucci, l’ex conduttore del programma, aveva definito Presutti e Daniele Piervincenzi, nominato insieme a lei, due persone che «mortificano le professionalità» del programma. Sul conto di Di Pasquale invece ha detto: «Sarebbe stata una delle mie scelte preferite in una normale dialettica aziendale, se Corsini me l’avesse chiesto». Paolo Corsini è il direttore dei programmi di approfondimento della Rai.

A differenza di Presutti, Piervincenzi non ha rinunciato all’incarico: lui e Di Pasquale dovrebbero quindi prendere il posto dell’ex conduttore Sigfrido Ranucci, rimosso dalla Rai lo scorso 28 agosto, con la prossima puntata prevista per l’8 novembre.

Di Pasquale è una delle giornaliste storiche di Report, e parte dell’apprezzamento di cui gode dipende anche da questo. Ci lavora dal 2011, quando il programma era ancora condotto dalla sua fondatrice Milena Gabanelli. In questi anni ha fatto una cinquantina di inchieste spaziando tra temi diversi: politica, sanità, criminalità, utilizzo di denaro pubblico, lavoro, multinazionali. Sul sito di Report ne compaiono elencate 55: l’ultima riguarda la catena di responsabilità per il trapianto di cuore sbagliato a un bambino di due anni a Napoli.