“Non rivendichiamo miracoli, ma l’efficacia di una direzione coerente. La durata? Conta se permette di programmare e realizzare le riforme. È ciò che abbiamo fatto, senza inseguire il consenso del giorno dopo. L’IA? Deve essere al servizio della persona, senza sostituirne dignità, responsabilità e capacità decisionale”. Intervista a Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali
Un traguardo straordinario: la durata record. Una serie di azioni mirate come pezzi di un puzzle: si veda il decreto Primo Maggio e l’occupazione ai massimi. Con una regia precisa: programmazione e credibilità (interna ed esterna). Così la ministra del Lavoro Marina Calderone, di ritorno dal business forum in Egitto, affida a Formiche.net un’ampia riflessione sui quattro anni di vita del governo Meloni, provando ad andare oltre le celebrazioni. Perché accanto a numeri, dati e obiettivi raggiunti, la titolare del welfare mette l’accento su un passaggio nevralgico: risultati verificabili e una visione pronta per i prossimi cinque anni.
Perché il Governo Meloni è riuscito a tagliare, indenne, il traguardo dei quattro anni di vita?
Perché è nato da un mandato popolare chiaro e lo ha trasformato in una linea politica riconoscibile. Non sono mancati crisi internazionali, tensioni economiche e passaggi complessi, ma la maggioranza è rimasta coesa attorno a una visione: stabilità, responsabilità nei conti, difesa dell’interesse nazionale. Giorgia Meloni ha dato al Governo una guida autorevole e all’Italia un peso internazionale maggiore. La durata, però, conta se permette di programmare e realizzare le riforme. È ciò che abbiamo fatto, senza inseguire il consenso del giorno dopo.











