Il mercato degli asset tokenizzati è quasi raddoppiato nel 2026, ma sotto la superficie di questa crescita si nasconde un problema che riguarda direttamente l’integrazione asset tokenizzati in DeFi: solo il 12% di questi strumenti risulta davvero collegato ai protocolli decentralizzati. È quanto emerge dal “Tokenization Snapshot 2026” pubblicato da Centrifuge il 2 settembre, che fotografa un settore capace di attrarre capitali ma ancora incapace, nella maggior parte dei casi, di funzionare come qualcosa di più di una copia digitale di prodotti finanziari tradizionali.
Summary
Il mercato degli asset tokenizzati vola a 37 miliardi di dollariLa composabilità resta il punto debole della tokenizzazioneWrapper, hybrid e asset nativi: la tassonomia di PanteraI depositi RWA triplicano nonostante il gap di composabilitàFAQQuale percentuale di asset tokenizzati risulta ben integrata nella DeFi?Quanto è cresciuto il mercato degli asset tokenizzati nella prima parte del 2026?Quali tipi di asset tokenizzati dominano il mercato?Come è cambiata l’attività di deposito degli asset RWA di recente?
Il mercato degli asset tokenizzati vola a 37 miliardi di dollari
Il valore del mercato degli asset tokenizzati è passato da circa 25 miliardi a 37 miliardi di dollari nei primi sette mesi del 2026, un balzo di quasi il 48%. Il dato colpisce ancora di più se si considera il contesto: mentre Bitcoin, Ethereum e la maggior parte delle altcoin hanno attraversato una fase di contrazione, gli asset tokenizzati sono cresciuti in controtendenza, quasi come se rispondessero a una logica di mercato diversa da quella delle crypto tradizionali.







