Pubblicato il: 04/09/2026 – 12:58
di Gi. Cu.
CROTONE «A Crotone lascio un territorio caratterizzato da un grande popolo, dotato di grandissima generosità e di una grandissima voglia di libertà». È un saluto che mescola il bilancio dell’attività investigativa e il legame personale costruito con il territorio quello del colonnello Raffaele Giovinazzo, che dopo quasi quattro anni lascia il comando provinciale dei Carabinieri di Crotone per assumere l’incarico di capo di Stato maggiore della Legione Carabinieri Calabria. Nel tracciare il bilancio della sua esperienza crotonese, Giovinazzo parte dal rapporto costruito dall’Arma con la comunità. «In questo territorio l’Arma ha operato in mezzo ai cittadini, cercando di evitare che ci fossero porte chiuse all’ascolto delle istanze della gente. L’Arma è stata in mezzo ai giovani e ha potuto constatare anche la loro voglia di affrancarsi dalla criminalità organizzata e da quella diffusa».
«Decapitati i vertici delle locali»
Poi il passaggio sul contrasto alla ’ndrangheta. Per Giovinazzo il percorso intrapreso dal territorio «è irreversibile». E rivendica il lavoro investigativo svolto negli ultimi anni: «Sono stati decapitati i vertici di tutte le locali di ’ndrangheta del territorio e non solo. Sono state inflitte di recente importanti condanne e alcune operazioni sono passate in giudicato». Un lavoro che il colonnello descrive attraverso un’immagine già utilizzata nei giorni scorsi durante la sua ultima uscita pubblica a Mesoraca: quella dei «contadini della legalità». «Abbiamo arato e seminato questo terreno per renderlo produttivo, per far germogliare dei frutti. E sono sicuro che i frutti che produrrà questo territorio saranno eccezionali, frutto della genialità di questo popolo». Una metafora che Giovinazzo aveva utilizzato anche parlando dei presidi culturali da difendere e far crescere nei territori liberati dagli spazi occupati dalla criminalità organizzata.











