Matteo Salvini non sembra intenzionato a farsi condizionare dalla crescita di Roberto Vannacci nei sondaggi. Il leader della Lega, interpellato a Milano sulle rilevazioni che mostrano il rafforzamento di Futuro Nazionale, ostenta sicurezza: «Non sono minimamente preoccupato e aspetto il giorno del voto, perché poi di analisi e di sondaggi è pieno il mondo e quasi mai ci azzeccano». Ma il dato della rilevazione Youtrend per Sky TG24 è tutt'altro che irrilevante per il Carroccio. Parole che arrivano mentre il confronto interno al centrodestra e, soprattutto, dentro l'area sovranista della destra italiana si fa più evidente. Il sondaggio Youtrend per Sky TG24 fotografa infatti una Lega al 4,4%, in calo di 0,5 punti rispetto alla precedente rilevazione del 24 luglio. Al contrario, Futuro Nazionale raggiunge il 7,9%, guadagnando 0,3 punti. Il partito di Vannacci si colloca così davanti alla Lega di 3,5 punti percentuali. Il sorpasso di Vannacci sulla Lega era già emerso nelle rilevazioni dei mesi scorsi. Salvini però sceglie di non enfatizzare, preferendo spostare il discorso sulle scelte politiche del generale. «Io contesto a Vannacci il fatto che vada in piazza coi naziskin o pensi di dare il voto multiplo a chi ha più figli, che a Milano sarebbe semplicemente dare un plus alla comunità islamica, quindi alcune scelte sono curiose», ha affermato il segretario leghista. Il riferimento è a due dei temi che hanno caratterizzato nelle ultime settimane la linea di Vannacci e la costruzione di FN. Salvini marca dunque una distanza politica, ma senza entrare nel merito dell'inchiesta della magistratura militare che riguarda il nuovo partito: «Io sono stato a processo sei anni, quindi non parlo del lavoro della magistratura». Salvini prova quindi a riportare il confronto sul terreno elettorale: non saranno i sondaggi, ma «il giorno del voto», a stabilire i rapporti di forza. Una linea che riflette anche la necessità, per il segretario federale, di evitare che la crescita di FN si trasformi in una discussione sulla leadership dell'area politica più identitaria del centrodestra. Il duello tra Salvini e Vannacci è ormai uno dei fronti aperti all'interno della destra italiana. E mentre respinge l'idea di una corrente di ribelli interna al partito — «Non c'è nessuna fronda, io li ascolto e li incontro frequentemente» — Salvini prepara la ripartenza della Lega, annunciando una Pontida «molto bella, molto partecipata» e una due giorni, 8 e 9 settembre, a Roma, dedicata alle proposte per la prossima legge di bilancio. Il segretario deve però gestire anche un'altra questione potenzialmente divisiva all'interno della Lega: il via libera alla legge sul suicidio medicalmente assistito in Veneto. La legge sul fine vita approvata pochi giorni fa, sostenuta dalla maggioranza e soprattutto dall'ex governatore e presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, mette infatti Salvini nella posizione di dover prendere le distanze dalla scelta del Doge senza trasformare la differenza di opinioni in uno scontro interno. «Io sono per la vita sempre e per quello che mi riguarda bisogna investire sui centri di aiuto alla vita, sulla vita e su chi è in difficoltà». E quando gli viene chiesto se Zaia abbia sbagliato a spingere la legge, risponde: «Non commento quello che fanno gli altri». Una formula prudente, che però non nasconde la distanza politica. Il voto del Veneto ha riaperto il confronto sul fine vita anche all'interno del centrodestra.
Lega, Salvini prende le distanze da Zaia sul fine vita
Il leader della Lega minimizza la crescita di Futuro Nazionale, attacca Vannacci sulle sue scelte politiche e prende anche le distanze dal governatore del Vene…






