Milano, 4 set. (askanews) – Il 31% delle famiglie italiane ha tagliato la spesa sia in quantità che in qualità dei cibi acquistati a causa anche degli effetti delle guerre in corso e degli aumenti dei costi che ne derivano. È quanto emerge dal paper Guerre e food insecurity pubblicato dal Centro Studi Divulga.

Dai dati Divulga emerge che nel nostro Paese una famiglia su 10 non può permettersi un pasto proteico (carne o pesce) almeno ogni due giorni. La povertà alimentare colpisce il 9,3% degli italiani e schizza al 18,4% tra le fasce a basso reddito, con quasi il 2,2% della popolazione che vive una condizione di moderata o grave insicurezza alimentare. Un dato che al Sud sale al 2,9%, mentre sia al Nord sia al Centro si attesta all’1,8%.

La fotografia del Centro Studi Divulga mette in evidenza una crisi strutturale in costante peggioramento a causa di guerre, tensioni politiche internazionali e conseguenti aumenti dei costi di produzione nel settore agroalimentare che si riverberano su famiglie e imprese agricole. Nel 2025 il 3,4% dei nuclei familiari non è riuscito a sostenere le spese alimentari in alcuni periodi dell’anno, toccando il 4,1% nel caso delle famiglie unipersonali.

La situazione nazionale riflette una tendenza che attraversa l’intero continente europeo, dove nel 2025 numerosi Paesi si sono attestati al di sopra della media Ue dell’8,5% per incapacità economica di accedere a un pasto proteico regolare.