L’annunciato collegamento diretto Milano-Monaco, previsto dal 2027, viene presentato in pompa magna come una nuova importante frontiera internazionale per l’Alta Velocità italiana. Ma, guardando ai numeri, il quadro appare decisamente meno entusiasmante.

Il treno percorrerà circa 577 chilometri in 6 ore e 30 minuti, con una velocità commerciale media di appena 89 km/h. Il confronto con Milano-Roma è impietoso: su una distanza sostanzialmente analoga il Frecciarossa impiega meno di tre ore. È evidente quindi che non basta mettere un Frecciarossa sui binari per trasformare automaticamente un collegamento in Alta Velocità.

Ancora più significativo è il confronto con i collegamenti ferroviari oggi disponibili. Il nuovo servizio dovrebbe infatti impiegare soltanto 15 minuti in meno, ma riducendo le fermate da 13 a 6. In altre parole, gran parte del guadagno di tempo deriva dalla drastica riduzione delle fermate. Un miglioramento piuttosto modesto, che dovrà essere valutato anche alla luce del prezzo del nuovo servizio, che non è ancora stato comunicato ma che sarà sensibilmente superiore alle tariffe attuali.

La questione infrastrutturale rimane decisiva. Il collegamento verso Monaco deve infatti attraversare una direttrice che, dopo Verona, presenta caratteristiche molto diverse dalla linea ad Alta Velocità Milano-Roma. Il Tunnel di Base del Brennero, quando entrerà in funzione, dovrebbe consentire un risparmio di circa un’ora. Ma anche allora il viaggio Milano-Monaco rimarrebbe intorno alle cinque ore e mezza. Il vero salto di qualità, dunque, non può essere ottenuto semplicemente utilizzando un treno più veloce: servono infrastrutture adeguate lungo l’intero itinerario.