Roma, 4 settembre 2026 – A settembre 2022, a poche settimane dalle elezioni politiche, le previsioni davano per certa la vittoria del centrodestra, con una netta primazia, all’interno della coalizione, di Fratelli d’Italia. In quel momento, Giorgia Meloni era già tra i leader politici più apprezzati del Paese, ma non aveva un vantaggio particolarmente ampio sugli altri. A dichiarare fiducia nei suoi confronti era circa un italiano su tre. Un mese dopo, Giorgia Meloni si insedia a Palazzo Chigi e lo scenario dell’opinione cambia sensibilmente.

La fiducia trasversale

La fiducia nella nuova presidente del Consiglio cresce all’improvviso di oltre 20 punti e raggiunge quota 53%. In questi giorni, in una sorta di parziale sospensione delle appartenenze, Meloni va oltre i confini del proprio elettorato. In un passaggio istituzionale che rappresenta anche un elemento storico di novità – l’arrivo per la prima volta di una donna alla presidenza del Consiglio – quasi un terzo degli elettori del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle sembra assumere nei suoi confronti un orientamento di maggior apertura e meno legato all’appartenenza politica.

Ovviamente, questa trasversalità dura poco e nei dodici mesi successivi il consenso comincia progressivamente a diminuire. Dal 53% iniziale scende fino al 40%. La lettura, un po’ pigra, è quasi automatica: “È finita la luna di miele”. È a questo punto che, in controtendenza rispetto a quanto avviene di solito, la fiducia in Meloni, invece di proseguire nella flessione, torna a crescere lievemente, assestandosi qualche punto sopra quota 40%. Da allora il grafico diventa quasi un rettilineo: il dato si cristallizza e rimane stabile, con oscillazioni marginali.