Dal 26 agosto sono sospeso da Instagram e Facebook, non posso pubblicare, non posso accedere a nessun post di altri, tutto ciò che da anni è comparso sotto il nome Giorgio Cremaschi è sottoposto all’embargo totale per tutti. Come se in quei social non fossi mai esistito.
Il 26 agosto, accedendo a Instagram, ho trovato un pannello che mi comunicava: “Ciao Giorgio Cremaschi. Il tuo account Instagram è stato sospeso. Il motivo è che il tuo account o la relativa attività non rispetta i nostri Standard della community in materia di persone e di organizzazioni pericolose…”. Contemporaneamente la stessa misura mi ha colpito su Facebook: essendo stato sospeso dal social gemello, mi toccava la stessa sorte anche lì.
Come da procedura ho fatto ricorso, poi ho provato a sbloccare gli account sulla base degli stessi suggerimenti dell’AI di Meta e alla fine la risposta è stata: “I ricorsi richiedono solitamente circa 72 ore, ma i casi complessi possono richiedere diverse settimane…”. Sono dunque “un caso complesso” per Meta, la cui AI, con cui ho avuto diversi colloqui tramite Whatsapp, mi ha gentilmente fatto sapere che questi tempi più lunghi di sospensione sono dovuti al fatto che il mio account sia sotto esame di un “revisore umano”.






