Dolore, sbigottimento e incredulità a Finale Ligure, centro turistico balneare del Savonese, per la strage familiare nella quale un uomo avrebbe ucciso nel sonno moglie e figlio di 14 anni e quindi si sarebbe tolto la vita, con la stessa pistola usata contro i congiunti.

Tragedia che per carabinieri e Procura avrebbe all’origine una difficile situazione interna alla famiglia, forse di salute, che durava da tempo e che l’uomo avrebbe spiegato in uno o più biglietti trovati nell’abitazione, scritti per motivare il suo gesto folle.

I due coniugi, D.B., 59 anni, e la moglie P.S., erano entrambi stimati professionisti.

L’uomo vantava una carriera brillante nell’automotive, mentre il figlio di 14 anni era una promessa del calcio e militava nelle giovanili under 15 della squadra locale, dove si dicono «sgomenti e affranti.

Ogni parola sembra insufficiente per esprimere il dolore».