Il pianeta scivola in una "zona di pericolo" climatica mai esplorata prima, travolto da un fenomeno El Nino che si fa sempre più grande. L'Organizzazione mondiale della meteorologia (Wmo) preme sul bottone rosso, dopo l'allarme lanciato dall'Unep, e avverte che con le temperature del Pacifico equatoriale centro-orientale già al di sopra della media l'impatto del fenomeno raggiungerà il picco a fine 2026 e persisterà fino a febbraio del prossimo anno. Le previsioni dei Centri di osservazione della Wmo indicano una probabilità "eccezionalmente alta, prossima al 100%". Per il segretario generale dell'Onu António Guterres la scienza non lascia spazio a dubbi. "El Nino - ha precisato - sta assumendo proporzioni gigantesche. Il pianeta si trova in acque inesplorate e quelle acque si stanno riscaldando".
Si tratta, nello specifico, di un fenomeno di riscaldamento periodico del Pacifico tropicale sudorientale e si verifica con intervalli fra i due e i sette anni, fra i mesi di marzo e febbraio. Secondo la Wmo, El Nino si è consolidato e nei prossimi mesi raggiungerà livelli molto elevati, alimentato da condizioni oceaniche eccezionalmente calde nel Pacifico tropicale. Un rafforzamento che si traduce in ripercussioni su precipitazioni e temperature in varie parti del mondo e rischio di inondazioni, siccità e caldo estremo.











