L’urlo degli oltre duemila tifosi dorici al Posapark è lo stesso di società, allenatore, sindaco. Sacconi: "Sentiamo grande responsabilità"

C’è un filo rosso, fortissimo, che da martedì sera unisce ogni angolo della città. L’imponente risposta di pubblico al Posa Park per la presentazione ufficiale dell’Ancona 2026/2027 va ben oltre il racconto di un evento di fine estate: è la certificazione di un patto viscerale, profondo e collettivo. Più di duemila tifosi hanno risposto presente, ma a fare davvero rumore è stata la spinta emotiva di una piazza che si è ritrovata. Dopo i drammatici passaggi di due anni fa con la nascita della nuova società e dopo le incomprensioni e i dissapori vissuti nella passata stagione con la vecchia gestione, il clima è radicalmente cambiato. Ancona ha deciso di compattarsi attorno ai suoi colori. E lo fa con la forza di chi non vuole più nascondersi. Senza fronzoli né diplomazie, l’obiettivo unico, dichiarato a gran voce da ogni singola componente, è il ritorno immediato in Serie C. Un’alchimia speciale che è esplosa nel momento più atteso della serata, quando le note del nuovo inno hanno fatto da colonna sonora a un abbraccio ideale tra spalti e palco. In quel coro cantato a squarciagola c’era tutta la voglia di riscatto di un popolo che vuole riprendersi la propria storia. A dare voce a questo profondo senso di appartenenza è stato per primo il sindaco Daniele Silvetti, sottolineando la svolta societaria: "La società di quest’anno dà grandi garanzie, il progetto è solido e ambizioso. Si tratta di persone del territorio e questo è molto importante. Non è stato un percorso semplice, ma abbiamo sempre puntato in alto. Ringrazio anche mister Maurizi, ha saputo farsi subito rispettare e si è guadagnato la stima attraverso i risultati. La squadra è un pezzo molto importante dell’identità della nostra città e vorremmo che i nostri colori possano affermarsi perché portano il nome di Ancona. Noi stiamo facendo il possibile e faremo ancora di più, grazie all’apporto dei tifosi". Ma a incendiare definitivamente la passione del Posa Park, trasformando la speranza in carica agonistica pura, è stato l’allenatore Agenore Maurizi. Il tecnico ha toccato le corde più intime del tifoso dorico con un discorso privo di filtri, diventato già il manifesto di questa stagione: "Quando ho messo piede ad Ancona ho capito subito una cosa: la Curva Nord dell’Ancona è il valore aggiunto. Noi ci rispecchiamo in quelli che sono i valori della curva: non dico altro, andiamo a prenderci questa c…. di Serie C!". Molto più tiepido, ma non per questo meno significativo, l’intervento del neo presidente Luciano Sacconi, che ha subito lasciato trasparire tutta la sua emozione (e a tratti commozione) per questo suo primo discorso in pubblico: "Tutti noi sentiamo questa grossa responsabilità. Vogliamo che Ancona e l’Ancona tornino ad essere una cosa sola. Da parte nostra ci sarà sempre il massimo impegno nel cercare di rendere sempre più forte questa società. Forza, abbonatevi tutti". Un’ulteriore scarica di adrenalina per una piazza che ha sofferto, ha stretto i denti e ora pretende di tornare grande. Martedì sera non si è vista solo una squadra sfilare: si è vista una città intera pronta a spingerla oltre ogni ostacolo. Gianmarco Minossi