Proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri della Compagnia di Modica, guidati dal maggiore Francesco Zangla, per fare completa chiarezza sul delitto avvenuto nella mattinata di martedì all’interno del CAS Villa Tedeschi, in cui ha perso la vita un egiziano trentenne.
Fulcro dell’attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa, Santo Fornasier, è l’accurata ricostruzione della dinamica e delle eventuali responsabilità del connazionale di 28 anni, fermato e arrestato subito dopo l’aggressione.
Gli inquirenti stanno esaminando ogni riscontro utile a corroborare l’ipotesi secondo cui la vittima sarebbe stata colpita con estrema ferocia, plausibilmente con uno o più dischi da bilanciere rinvenuti nella struttura: una circostanza che potrà essere confermata solo al termine degli accertamenti tecnico-scientifici della Scientifica e dell’autopsia già programmata sul corpo.
Contestualmente, la Procura approfondisce il recente passato del presunto autore e le modalità di gestione della sua permanenza sul territorio. Giunto al centro di accoglienza modicano da pochi giorni (mentre la vittima vi si trovava da alcune settimane), dopo passaggi in altre strutture della provincia, il ventottenne avrebbe accumulato, nei mesi scorsi, segnalazioni per comportamenti giudicati anomali o allarmanti.







