La sperimentazione come linguaggio, il dialogo tra le arti come metodo e lo sguardo sul presente come necessità: sono i tratti distintivi della 41ª edizione del Romaeuropa Festival (dall’8 settembre al 15 novembre) che torna ad animare la Capitale con un ricco calendario di spettacoli, concerti, performance, danza, teatro, musica e innovazione digitale. Sotto la direzione artistica di Fabrizio Grifasi, il festival conferma la propria identità di osservatorio privilegiato sulla creazione contemporanea internazionale, trasformando Roma in un laboratorio culturale capace di accogliere artisti affermati e nuove voci provenienti da tutto il mondo. «Fin dalla sua nascita, Romaeuropa ha fatto dell’Europa non soltanto un orizzonte culturale, ma anche una pratica concreta di relazione», sottolinea il presidente della Fondazione Guido Fabiani, mentre Grifasi ribadisce come essere oggi un festival europeo significhi «custodire la complessità e aprire spazi di confronto tra linguaggi, geografie e sensibilità diverse». A inaugurare il festival sarà Sofia Nappi con la compagnia Komoco, seguita dalla compositrice Caterina Barbieri con l’orchestra Onceim e le nuove creazioni co-commissionate insieme alla Philharmonie de Paris. Tra gli eventi più attesi figura il ritorno di Romeo Castellucci con “Faust”, coprodotto con il Teatro di Roma, che rinnova una collaborazione storica iniziata oltre vent’anni fa. Grande protagonista sarà anche la danza internazionale con alcuni dei nomi più influenti della scena contemporanea: Sasha Waltz, Benjamin Millepied insieme a November Ultra, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane, ai quali si affiancano importanti compagnie come Opera Ballet Vlaanderen, interprete di lavori firmati da Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, e il Ballet national de Marseille diretto dal collettivo (LA)HORDE, tra le realtà più innovative della coreografia europea. Il cartellone accoglie inoltre Collectif XY, reduce dal successo al Festival di Avignone, il Groupe Acrobatique de Tanger con la regia di Raphaëlle Boitel e “Four seasons changed” di Michael Vandevelde, ispirato alla rilettura delle “Quattro Stagioni” di Max Richter. Completano il panorama gli spettacoli di Tiago Rodrigues, Nacera Belaza, Jaha Koo, Eun-Me Ahn, Pankaj Tiwari, Katerina Andreou con Carte Blanche e Ben Duke, insieme al teatro di Vinicio Capossela e a un programma musicale che spazia da Hildur Guðnadóttir a Jeff Mills, da Jlin a Moritz von Oswald, fino agli omaggi dedicati a Philip Glass, Steve Reich, Hans Werner Henze e al cine-concerto di Blade Runner. Forte anche l’attenzione alla scena italiana con Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Silvia Costa, Marco D’Agostin e Marta Ciappina.
Metodo Romaeuropa: torna il festival delle proposte d’avanguardia amate da pubblico e critica
Musica. Teatro. Coreografia. E quello che le unisce. Un osservatorio privilegiato sulla creazione contemporanea internazionale che trasforma Roma in un laborat










