In Italia, è cosa abbastanza risaputa, si legge poco. Ogni qualvolta che vengono realizzate statistiche sulla diffusione della lettura i dati sono purtroppo abbastanza sconfortanti. Ancora meno nel nostro Paese si legge di storia, argomento che troppo spesso viene snobbato dai più perché considerato noioso, poco coinvolgente, polveroso. Emerge sempre la tipica domanda: perché interessarsi a una materia incentrata su eventi del passato che sembrano avere scarsi o nulli legami con il presente? Eppure la storia conta e conta ancora di più per i giovani perché tutti noi siamo il prodotto di quello che è avvenuto in passato. “La storia è una guida alla ricerca dell'uomo” scriveva un giornalista come Enzo Biagi che fu un pioniere del racconto storico per ragazzi con la sua Storia d’Italia a fumetti pubblicata quasi mezzo secolo fa. La vicenda storica non è, quindi, qualcosa di estraneo al nostro vivere, ma tutti noi siamo immersi in un flusso che contribuiamo nel nostro piccolo ad alimentare. La copertina del libro

Certo, un messaggio di questo tipo non è sufficiente enunciarlo. Bisogna trovare il modo affinché i giovani se ne approprino. E questo può accadere solo se cominciamo a proporre la storia in maniera diversa trasmettendo l’idea che la vicenda storica non è solo un lungo elenco di generali, battaglie e date, ma è fatta di persone in cui possiamo riconoscerci ed immedesimarci.