Alex Eala è atterrata all’aeroporto internazionale Ninoy Aquino di Manila innumerevoli volte nella sua vita: tornando dai tornei giovanili di tennis quando era bambina, rientrando dalla Rafael Nadal Academy in Spagna da adolescente o semplicemente tornando a casa nelle Filippine durante la pausa della stagione Wta. Ma il fenomeno 21enne si è resa conto di quanto la sua vita fosse cambiata quando è arrivata lì lo scorso luglio. Ad accoglierla nel terminal c’erano una band dal vivo e migliaia di fan e, per la settimana successiva, ovunque andasse si scatenava il caos, tanto da rendere necessaria una scorta della sicurezza presidenziale per accompagnarla in ogni nuovo luogo.

“Hai reso le Filippine così orgogliose”, ha detto il presidente Ferdinand Marcos Jr. durante un discorso in suo onore al Palazzo di Malacañang, nella capitale. “Mostri le qualità più grandi e migliori dei filippini”.

Questa “Eala mania” si è diffusa durante l’estate anche in Nord America, dove migliaia di tifosi filippini hanno sventolato bandiere e fatto il tifo per lei a ogni tappa del circuito Wta. A Washington, D.C., dove il mese scorso ha conquistato il primo titolo in singolare della sua giovane carriera professionistica, il proprietario del D.C. Open Mark Ein ha affermato che oltre l’80% delle richieste di biglietti ricevute dal torneo riguardava le partite di Eala.