Quanto accaduto in Germania nelle ultime ore riporta l’Italia davanti a un nodo finora irrisolto: il peso delle forze filorusse nel sistema politico nazionale. Mentre il Financial Times punta i riflettori su Vannacci, la crescente instabilità europea rende sempre più difficile mantenere ambiguità verso Mosca. La riflessione di Francesco Sisci
L’esplosione poco prima dell’alba, intorno alle 4:15 di questa mattina, 2 settembre, alla stazione ferroviaria di Augusta, in Germania, potrebbe aumentare la tensione in tutto il continente.
Secondo le prime notizie di stampa è esplosa una bomba a mano davanti a una gioielleria di proprietà di un tedesco di origine turca. Due ragazzi, uno di 17, l’altro di 18 anni, sono rimasti feriti. Almeno un binario è stato chiuso e i trasporti stanno subendo gravi ritardi e disagi.
La polizia indaga su una pista di criminalità organizzata, ma le coincidenze sono sospette. L’esplosione arriva dopo che ieri Berlino aveva accusato Mosca di aver organizzato l’attentato a Lipsia del 4 agosto. Come ritorsione, le autorità tedesche hanno ordinato la chiusura del consolato russo di Bonn, l’ex capitale.
Domenica 6 in Sassonia si tengono le elezioni dei Länder e la destra radicale dell’AfD potrebbe raggiungere il 40% dei voti, cosa che, secondo la legge elettorale tedesca, potrebbe conferirle la maggioranza assoluta dei seggi del parlamento locale. Per la prima volta il partito apertamente neonazista sarebbe al governo di una regione dello stato federale.










